Marketing turistico per i borghi i italiani, il quadro della situazione
Ed i progetti collaborativi privati?
È recentissima la notizia del lancio del piano nazionale del colosso della sharing economy Airbnb denominato “Borghi italiani” che promuoverà 40 paesi della penisola attraverso un portale web dedicato e una serie di campagne sui suoi canali social.
Anche l’associazione degli Instagrammer italiani – che giocano un ruolo importante nelle campagne di promozione territoriale – hanno lanciato la loro iniziativa denominata #ViaggiarePerBorghi i cui risultati sono stati presentati durante l’ultimo TTG Incontri di Rimini (2017).
Tanti sono ormai anche i progetti di marchi di qualità legati all’offerta dello stile di vita di paese come prodotto turistico; basti pensare all’Associazione dei Borghi più Belli d’Italia, a quella dei Borghi Ospitali, per non parlare del Touring Club con le sue Bandiere arancioni. Iniziative encomiabili che fanno leva soprattutto sul definire la qualità del prodotto di ospitalità per poi promuoverlo attraverso i rispettivi canali. Sappiamo che questo lavoro funziona ma è molto macchinoso e richiede spesso molte energie che non tutti i piccoli paesi hanno per mettersi al passo con gli standard richiesti da queste associazioni.
Eppure sappiamo che l’offerta di bellezza non manca anche se non sempre c’è un’etichetta a certificarlo.