Marketing turistico per i borghi i italiani, il quadro della situazione
Cosa si può fare e su cosa bisogna continuare a lavorare
Nessuno ha una ricetta semplice in tasca, ma ci sono dei punti su cui c’è ancora tanto da fare in tantissimi dei nostri paesi.
- Credere in se stessi e nelle proprie potenzialità
Tutte le piccole comunità quando lavorano insieme per un sogno riescono ad ottenere grandi risultati. Per arrivarci quello che ci vuole è tanto amor proprio, intelligenza e passione per la propria identità. Occorre migliorare le proprie competenze senza perdere la propria sincerità. Le potenzialità di qualunque piccola destinazione sono dietro ogni angolo. Leggere queste 10 storie di piccole località che hanno inseguito con successo il loro sogno di vivere di ospitalità, mette ottimismo. - Visione che viene da lontano, progettualità a medio/lungo termine
Per scoprire le potenzialità del proprio territorio occorre guardarsi dentro. Osservare con attenzione i tanti luoghi e momenti della quotidianità che a prima vista non possono sembrare allettanti ma che in realtà i vostri visitatori cercano con ardore perché non vivono una vita come quella che possono vivere i cittadini dei piccoli borghi italiani. Su questa identità forte occorre costruire una progettualità che guarda lontano, che sappia pensare sulla lunga distanza progettando azioni che impattano in maniera diffusa sul territorio senza snaturarlo. Puntare sulle persone che affronteranno questo percorso. - Studiare i propri target e specializzarsi su nicchie, differenziandosi dalle grandi destinazioni lavorando sulla qualità della vita e del prodotto turistico
Fare un po’ di sano lavoro di marketing. Conoscere bene il proprio interlocutore è alla base di ogni progetto di crescita, analizzare bene il proprio contesto di prossimità e posizionarsi dove i vicini non possono arrivare; senza mai dimenticare che le persone desiderano andare dove la qualità della vita è alta 😉 - Fare rete e sviluppare collaborazioni dal basso, senza demandare tutto alle istituzioni
Tutto il tessuto locale deve partecipare ad un progetto di marketing territoriale. Il turismo coinvolge tutti i settori economici, anche quando parliamo di territori soprattutto rurali. Le imprese, le associazioni e i singoli professionisti devono fare rete, trovare delle forme di collaborazione stabile per non dover aspettare che ve la mandi il cielo. Bisogna rimboccarsi le maniche e fare squadra creando consorzi, reti d’impresa e associazioni, aggregandosi in DMC. - Imparare a dare bene le informazioni e a raccontarsi
Non dobbiamo nascondercelo, in molti piccoli centri è difficile ottenere informazioni per il viaggiatore ospite. Se si vuole crescere, bisogna imparare ad informare bene, a partire da internet ovviamente. Siti web, social, mappe, materiali cartacei, cartellonistica, punti informazione (che fungono anche da porta d’accesso per l’acquisto di “souvenir” prodotti tipici locali), esercenti gentili e preparati sulle informazioni indispensabili. Bisogna farle avere nel modo giusto e nei posti giusti, quindi se l’unico hotel del paese o l’agriturismo di turno non sanno ottimizzare i propri siti ma anche i propri account su Booking, Airbnb ecc non va bene; se le guide turistiche e le cooperative non usano Viator è un male. Se nessuna associazione culturale del paese ha un blog e il comune ha il suo sito del 15/18 come potrebbe fare un viaggiatore curioso a trovarvi mentre, sdraiato sul divano, vuole conoscere un territorio e la sua ospitalità prima di decidersi ad acquistare i biglietti e a fare le sue prenotazioni? Per fare tutto questo bisogna anche sapersi raccontare: tecnicamente, con competenze e strumenti tecnologici come foto, video making, social ecc; creativamente, lasciandosi andare alla meraviglia della curiosità e della scoperta di se stessi e degli altri.
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